Extravolti. Un progetto fotografico in difesa della Cultura

Cultura come risultato di un’esperienza soggettiva, spirituale e vitale.

L’ho scoperto poco tempo fa, ad aprile, quando Palazzo Saluzzo Paesana ha ospitato l’inaugurazione di questo audace progetto fotografico firmato Davide Iodice e realizzato in collaborazione con personaggi noti, disposti ad apparire distorti e grotteschi in difesa della cultura.

Come? Davide ha fotografato i volti di queste persone famose attraverso una semplice modalità di rappresentazione: il volto è appoggiato su una lastra di plexiglass trasparente con una evidente deformazione nei tratti somatici. La lastra diventa metafora della “lotta quotidiana” che ci distorce e deforma il profondo valore della cultura e della spiritualità – con freddezza e apparente trasparenza – sottraendone l’intimo valore.

I ritratti sono stati esposti negli spazi di Palazzo Saluzzo, dove anche il pubblico è stato invitato a posare, per lasciarsi fotografare extravolto, per partecipare attivamente e protestare.

Com’è scritto anche nel ‘manifesto‘, non si tratta di un progetto da leggere con pessimismo o scarsa fiducia nella potenza culturale del nostro paese, ma come una “fotografia” mentale attraverso la “fotografia” reale di una civiltà contemporanea che tende spesso ad emarginare l’arte, quando – aggiungo – potrebbe e dovrebbe valorizzarla il più possibile.

L’idea di Extravolti è quella di continuare, andare avanti con la collezione e, soprattutto, proporre idee e nuove soluzioni attraverso il coinvolgimento e la condivisione. V’invito ad approfondire il progetto qui, sul sito, dove ci sono le prossime tappe di quello che è diventato un vero e proprio tour e dove si può contribuire sostenendo l’arte. Anche perché l’intero ricavato della vendita del catalogo sarà devoluto alla Fondazione Emergency di Gino Strada.

Vi lascio con questo suggerimento e segnalando anche il video del vernissage, inaugurato con una suggestiva performance in blu di Cristina Donà e pubblicato su Blog ContemporaryArt Torino, insieme all’intervista a Davide Iodice: