Il turismo ci può salvare dalla crisi. Innamorati della cultura di tutto il mondo unitevi.

Entro Emanuela Negro Ferrero

DuomoAbitiamo nel paese conosciuto universalmente per la sua grande ricchezza culturale: 3.609 musei; quasi 5.000 siti tra aree archeologiche, monumenti e musei . 46.025 beni architettonici vincolati; 34.000 luoghi di spettacolo; 49 siti Unesco a cui si aggiungono diverse centinaia di iniziative culturali , tradizioni storiche e folcloristiche e festival . Tutto questo rappresenta il nostro passato ma, anche e soprattutto il nostro possibile futuro. Alcuni lo hanno definito il vero “giacimento petrolifero” dell’Italia. Senza andare a scavare in fondo al mare, il nostro “petrolio” lo abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni. Ma, sappiamo bene che questa risorsa da tutelare e valorizzare assolutamente se vogliamo r attrarre turisti da ogni parte del mondo, non necessita solamente di essere conservata e valorizzata, ma di un progetto strutturato e ben organizzato che possa rendere questa spettacolare risorsa fruibile.

castello

E’ noto a tutti come negli ultimi decenni l’Italia abbia perso la posizione di leader del mercato degli arrivi internazionali e, anche se ultimamente la domanda sta crescendo,(meno di quanto non accade a livello internazionale dove nel 2012 gli arrivi turistici hanno raggiunto la cifra record di 1 miliardo con un incremento del 3,8% rispetto al 2011) la vera emergenza è rappresentata dalla carenza di servizi culturali che rendano facilmente fruibili i beni artistici. Che cosa significa questo? Le parole chiave sono “informazione”, “ricettività”, “comunicazione” ,“Trasporti” . Non è sufficiente rendere accessibili musei o aree archeologiche, biblioteche e parchi. E’ indispensabile modernizzare e migliorare la rete di servizi. Spesso i musei restano chiusi durante le festività (ci ricordiamo di Pompei?) , hanno orari impossibili. Siti web orripilanti. Obsoleti. Incapacità di comunicare e attrarre investimenti privati. Hanno personale per lo più inadeguato. Eppure il turismo , soprattutto se di tipo culturale, può veramente diventare il comparto industriale trainante del paese. I dati parlano chiaro. Quello turistico è già oggi un settore chiave della nostra economia perché rappresenta il 10% del Pil. All’interno di questo 10% il turismo culturale occupa oltre 2 milioni di persone. Il settore culturale e creativo, come il design per esempio, invece, produce circa il 5% del Pil e impiega 1,5 milioni di persone.

Turin Photo Festival 2

Esiste un’Italia che funziona, frutto di una lungimirante visione di programmazione pubblica e di una capacità di gestione manageriale di livello europeo. Ma anche da persone inteligenti e capaci come come Enrico Corsini. Dopo aver perso il lavoro Enrico non ha perso il coraggio e con grande creatività e lungimiranza ha deciso di aprire la piattaforma Ohmyguide. Questa Startup, come accade in molti casi, è alla ricerca di fondi per poter crescere e prosperare. L’idea è semplice e geniale allo stesso tempo. Creare una piattaforma in grado di offrire visite in formato personalizzato nelle città d’arte italiane. Attualmente i tour disponibili a tema sociale, culturale, artistico ed eno-gastronomico, comprendono le seguenti città: Piacenza, Parma ,Milano, Bologna, Ravenna, Ferrara, Cremona, Mantova, Lodi e Pavia, Firenze, Verona ma a breve verranno integrate nuove destinazioni come: Torino, Como, Siena, Pisa, Venezia, Perugia, Napoli, Genova.

Enrico ha bisogno di essere sostenuto e per questo ha attivato una campagna di crowdfunding visibile all’indirizzo Ihttps://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/ohmyguide-scopri-cultura-delle-citta-italiane/#.Vp_ENPnhDIU

Gli diamo una mano? Piccoli gesti fanno grandi successi.!!

Se vi è piaciuto l’articolo e  pensate che Ohmyguide sia interessante e che Enrico meriti il vostro aiuto. Se anche voi  credete nel valore della condivisione, allora suggerite questo articolo ai vostri amici e offrite a Enrico Corsini una donazione.

Emanuela Negro-Ferrero – Ceo www.innamoratidellacultura.it