L’Italia, museo a cielo aperto popolato da borghi fantasma

Entro Emanuela Negro Ferrero

Quando qualcuno afferma che l’Italia è un “museo a cielo aperto”   non posso che essere d’accordo con questa definizione vagamente enfatica. Non mi riferisco alle bellezze artistiche e architettoniche che tutto il mondo conosce e apprezza.

Ci sono bellezze naturali, meraviglie artistiche minori. E centinaia di  borghi abbandonati diffusi su tutto il territorio e per questo  definiti “borghi fantasma”.

Casa Paretto

Il mio sguardo cade sulle meraviglie nascoste praticamente ovunque e che solo recentemente si sta iniziando a scoprire e ad apprezzare. In Italia, i borghi fantasma, incluse le frazioni, sono circa 130. Sono situati praticamente tutti nell’Appennino e la loro storia è molto antica e da raccontare.

Il viaggio esplorativo inizia da Borgo Val di Taro con una navetta bus per Bedonia. Risalente al 1600, è il simbolo dello spopolamento dell’Appennino così come lo è Bozzi con le sue case, i cortili e gli edifici disabitati.

oggetti di vita quotidiana abbandonati

“L’Appennino è veramente un grande museo. Nelle sole Valli Taro e Ceno, in Emilia, sono stati  censito ben 120 Mulini ad acqua. A Bozzi, situato ai confini tra Emilia, Toscana e Liguria, le antiche case abbandonate, le vecchie stalle, molti attrezzi contadini, tracce di una civiltà ormai scomparsa ma anche vicoletti e cappelle sono le testimonianza di una architettura a chilometro zero preziosa e solida allo stesso tempo.

Esiste un progetto per rilanciare queste valli nascoste e meravigliose.

L’architetto Emanuele Mazzadi, specializzato in restauro degli edifici antichi e presidente delle Guide Ambientali Escursionistiche della Val Taro e Val Ceno in Emilia- Romagna ha illustrato come, analizzando le antiche tecniche costruttive degli edifici, che sfidano il tempo essendo interamente costruiti con materiali reperiti in loco: pietra arenaria e calcarea per i muri, gli archi e le volte, calce per la malta, legno per i solai, i tetti, le pareti divisorie, sia oggi possibile pensare ad un recupero dei borghi e al rilancio delle valli di montagna”.

A Bedonia, dove gli interventi sono già iniziati, per il restauro della pavimentazione è stata usata la pietra arenaria di Carniglia, proveniente dalle vicine cave ed esportata in tutto il mondo.

Nel piccolo borgo di Roncole, l’osservazione del territorio e la particolare disposizione dei terreni fa comprendere la straordinaria organizzazione di un territorio montano tradizionalmente legato all’agricoltura.

Oggi riportare alla vita i borghi fantasma richiede lo sforzo congiunto di uomini e di realtà in grado si sostenere economicamente questa trasformazione.

La casa nel bosco

Il crowdfunding culturale è anche questo. Cercare bisogni e offrire risposte con e per  le persone.

Chi dice che non esiste futuro sbaglia. Il futuro del nostro paese è alla portata di chi desidera impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.

Emanuela Negro-Ferrero    www.innamoratidellacultura.it