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Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Materre, un film collettivo.

Rete Cinema Basilicata, il network dei professionisti e delle imprese cinematografiche della Basilicata, è uno dei 27 project leader selezionati dalla Fondazione Matera-Basilicata2019 per la realizzazione del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “MaTerre, Cantiere Cinepoetico Euromediterraneo”.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Innamoratidellacultura per Matera2019. Progetto Materre.

Questo progetto culturale è  finalizzato alla produzione di un film di poesia innovativo in realtà immersiva a 360° . Il film è il punto finale del progetto perchè il nucleo dell’idea creativa si svilupperà    all’interno di un workshop che si terrà a Matera dal 18 aprile 2019 al 2 maggio 2019.

Di che cosa si tratta? 

Il workshop è stato pensato come evento esperienziale.   5 filmakers dell’ area euromediterranea (senza alcun limite di età) esperti in  tecniche di ripresa e post-produzione di film in realtà immersiva a 360° verranno ospitati e, durante la residenza, produrranno idee da restituire come parte del film. partendo da un tema di riflessione comune,

Il reportage degli innamoratidellacultura nell calendario eventi di Matera Capitale Europea della Culura 2019. Progetto Materre.

Il reportage degli innamoratidellacultura nell calendario eventi di Matera Capitale Europea della Culura 2019. Progetto Materre.

Ognuno dei  filmaker, infatti, utilizzando come base la lla poesia “La Mia Bella Patria” di Rocco Scotellaro, dovrà lavorare assieme a uno dei 5 poeti invitati al workshop  ed arrivare quindi a  produrre un episodio di circa 15 minuti del film collettivo. Il concetto è molto simile al gioco delle storie fantastiche che si faceva a scuola per creare svolgimenti narrativi e finali incredibili.

Da quanto posso interpretare, la  produzione di ogni episodio dovrà essere frutto dell’interazione tra i filmaker,  i poeti invitati a cui si aggiungerà la partecipazione della comunità locale materana, in un processo esplorativo di poesia,  luce, suono e  paesaggio della città.

L’elemento clou del workshop esperienziale che aggiunge valore e contenuto sarà il confronto che partecipanti potranno avere con alcuni prestigiosi mentori ospiti  provenienti dai settori  della poesia, del cinema, del diritto e dell’antropologia.

Cinema e poesia

Cinema e poesia in un progetto di condivisione creativa che nasce dal basso: Materre di Rete Cinema Basilicata

Infine, i filmmaker e i poeti invitati, con la supervisione dei Direttori Artistici e del coinvolgimento  degli abitanti di Matera, realizzeranno un film partecipato lavorando al primo esperimento filmico di con-cittadinanza attiva.

Tutto l’intero progetto sarà crossmediale cioè  prevederà ampio uso di tecnologie e strumenti digitali sia in fase di produzione che di diffusione evitando ogni spreco e puntando al riuso, alla condivisione, alla sostenibilità ambientale ed energetica.

Il film realizzato, verrà  presentato in anteprima mondiale a Matera nel mese di settembre 2019.

Workshop esperienziale per Materre

Cinema e poesia in un progetto di condivisione creativa che nasce dal basso: Materre a

Dopo questa data   “Materre”   verrà  fatto circuitare in tutta la rete internazionale dei partner di progetto.

L’opera avrà una licenza Creative Commons, rilasciata sul web e sarà proprietà del patrimonio culturale generato da Matera2019.

redazione www.innamoratidellacultura.it

contatti progetti@innamoratidellacultura.it

 

Innamoratidellacultura per Materre

Cinema, poesia e cittadinanza attiva in un progetto di condivisione creativa che nasce dal basso: Materre di Rete Cinema Basilicata

 

 

CinemAmbiente.

È nato a Torino nel 1998 con l’obiettivo di presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire alla promozione del cinema e della cultura ambientale.

È CinemAmbiente, che quest’anno ritorna con la sua diciassettesima edizione che si svolgerà dal 31 maggio al 5 giugno proponendo film, talks ed eventi che coinvolgeranno registi e personalità provenienti da tutto il mondo.

Quello che ci aspetta è un vero e proprio festival diffuso, che si svolgerà non solo in centro città (Cinema Massimo), ma anche nelle zone periferiche, coinvolgendo centri come il Piccolo Cinema, il Cecchi Point e il Cineteatro Baretti, e dando vita a una “sorta di circuito per il cinema di impegno sociale.”

La notizia è che il tutto sarà rigorosamente gratuito e vedrà la presentazione di 92 film con decine di opere in anteprima italiana ed europea. “I documentari che proponiamo al pubblico da circa vent’anni hanno un valore civico ed educativo. Rappresentano in qualche modo un risparmio per la comunità, perché i cittadini informati contribuiscono alla gestione intelligente della collettività” sostiene Gaetano Capizzi, direttore del Festival.

E come qualunque festival che si rispetti, anche CinemAmbiente avrà il suo red carpet, solo che sarà una bella pista ciclabile che gli ospiti dovranno elegantemente percorrere in bicicletta.

Insomma, le novità sono tante (vi segnalo anche CinemAmbiente Lab, workshop internazionale sul cinema green che vuole proporre Torino come fucina di registi ambientali), c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non mi resta che buttarmi a capofitto nel programma e iniziare a fare un po’ di selezione degli imperdibili.

Per continuare a navigare nel mondo del cinema sostenibile, date un’occhiata anche qui; troverete il sito del Green Film Network, la rete mondiale coordinata da CinemAmbiente che raggruppa i più importanti film festival su temi ambientali che avvengono durante l’anno in tutto il mondo.

Redazione – www.innamoratidellacultura.it

Strega a chi? È meglio non litigare con una donna. Ce lo insegna la televisione.

Strega, isterica, lunatica. Autoritaria, donna con le palle, megera. Quante volte ti sei sentita chiamare così? E magari stavi semplicemente esprimendo la tua opinione o facendo valere i tuoi diritti…

Maschilismo a parte, la donna che vediamo da un po’ di tempo a questa parte nel cinema e anche nella televisione è tutt’altro che lunatica. Negli ultimi settant’anni, ci sono state proposte decine di eroine che non hanno paura di niente e di nessuno. Sono estremamente estrogeniche e sfatano il mito del testosterone a tutti i costi. Già, perché gli strumenti che utilizzano per combattere il male e il cattivo di turno sono un raffinatissimo miscuglio di armi, tattiche di guerra, psicologia e seduzione.

Cosa c’è di più femminile di una Catwoman o di una Wonder Woman? Entrambe bellissime, sensuali, agili ma supertoste. Per non parlare di Angelina Jolie, le cui sembianze angeliche non le impediscono di trasformarsi in una spietata guerriera in grado di sterminare intere truppe di maschi arrabbiati.

Che cosa ci porta a realizzare questo? Da un lato la donna è vittima del femminicidio, della violenza domestica o – penso al mio ex marito e alla moltitudine di mariti improvvisamente diventati poveri dopo una separazione – della violenza traslata sull’assegno di mantenimento per i figli o sui figli stessi. Dall’altro lato però, questa generazione di eroine inattaccabili produce in me, come spero in molte donne, la nascita di una fiducia nelle proprie capacità, anche fisiche e di sopravvivenza. Il mostro, il cattivo, può essere distrutto. Essere donna non ti impedisce di difenderti e, se il caso lo richiede, di offendere. Il cammino è lungo. Mia madre mi ha lasciata con il diritto di divorziare e di abortire. Da lì in avanti, poco o nulla è stato fatto. Credo sia ora di farsi avanti per davvero.

Torino Film Festival. Non tanto buona la prima, eccellente la seconda.

Gran soirée per la prima del Torino Film Festival all’Auditorium del Lingotto.

Luogo magnifico, bella gente, attori e pailletes. Il Festival sberluccicante tanto auspicato dall’Assessore Coppola prende vita. Un lampo di luce in mezzo a una realtà in crisi nera. Ad accogliere gli ospiti una spumeggiante Littizzetto in abito nero. La sua verve linguacciuta non risparmia nemmeno il sindaco Fassino, paragonato ad un “pipistrello”. La simpatica attrice  prosegue poi sparando  le solite battute con accento piemontese in contraltare al nuovo patron Virzì. Il tono della serata è leggero, spumeggiante, molto distante dalla serietà un po’ triste di Moretti e dal cheap and chic di Amelio.

Se devo fare un commento a caldo, il film proiettato non mi ha convinta. Il “Las Vegas” di Jon Turteltaub vede quattro premi Oscar come protagonisti – Robert De Niro, Kevin Kline, Michael Douglas e Morgan Freeman – nei panni di quattro amici di vecchia data. Il film è una trama già vista, tenuta insieme solo dalla loro grande interpretazione. La sceneggiatura fragile. Le battute, al limite del sorriso.

Fra gli altri film, ho apprezzato molto il coraggio della pellicola canadese “The Conspiracy” (per la sezione After Hours), un mockumentary (ovvero, un’opera di finzione realizzata come se fosse un documentario) firmato dall’esordiente Christopher MacBride. “The Conspiracy” è un horror politico ansiogeno al punto tale da far dimenticare allo spettatore di essere al cinema. I protagonisti sono due registi decisi a fare una ricerca sull’incredibile ascesa della cultura sulle cospirazioni globali. Il loro progetto procede con successo fino a quando uno degli intervistati sparisce nel nulla: prima di scomparire, però, l’uomo lascia una serie di indizi che condurranno i due sulle tracce di una misteriosa società antica.

Nel complesso, il Torino Film Festival resta sempre un evento molto interessante. Come ormai accade dal dopo Olimpiadi, la città intera si mette in movimento. Ho letto su Repubblica che è stata definita come una delle città più “cool” al mondo. Non mi ricordo chi sia stato a dire questo. Ma mi trova assolutamente d’accordo.